Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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Il ‘No’ all’ingiustizia

Newark 16.07.2018 Jpic-jp.org Traduzione di: Jpic-jp.org

“Noi siamo il ‘No’ che Dio scrive sulla parete”, ha detto il cardinale Joseph Tobin, rivolgendosi a un raduno di leader nella Fede a Newark, Stati Uniti. Aveva cominciato con dire che lui è “quella persona insignificante che va sulla piazza nel centro della città e nel buio della notte scrive sul muro il ‘No’ che mantiene despoti e dittatori svegli di notte e rovescia imperi del male”.

L’organizzazione Fede nel New Jersey è una rete multi-religiosa e multi-razziale in crescita di leader e comunità di fede che lavorano insieme per promuovere un’agenda di giustizia sociale ed economica a livello locale, statale e federale.

“Essere vigilanti, resistere o combattere non dovrà mai più essere un fatto solitario”, ha affermato il pastore della chiesa, Timothy Jones. “Ora più che mai è il momento per le persone di tutte le fedi di riunirsi a lavorare per l’obiettivo comune di costruire la comunità”.

L’incontro è stato sponsorizzato dalla “Fede nel New Jersey” a sostegno della riforma sull’immigrazione, della giustizia razziale e della vita socio-economica. Sotto la volta in legno della Bethany Baptist Church, i leader religiosi del New Jersey hanno promesso di schierarsi accanto a quanti sono presi di mira dall’agenda della Casa Bianca e di costruire il proprio ‘muro’ per resistere alle politiche del presidente Trump.

Tra i 300 leader della “Fede nel New Jersey” c’erano il vescovo Mark Beckwith della diocesi episcopale di Newark, il vescovo Dwayne D. Royster, fondatore del Pastor of Living Water United Church of Christ, e il senatore Robert Melendez, tutti presenti per dire “No One Stands or Fights Alone” (“Nessuno deve resistere o combattere da solo”).

L’obiettivo principale di “Fede nel New Jersey” parte da una citazione di Martin Luther King Jr.: “Il nostro obiettivo è creare una comunità di amore e questo richiede un cambiamento qualitativo nelle nostre anime e un cambiamento quantitativo nelle nostre vite”. Nell’invito a questo evento c’era scritto: “Come persone di fede, abbiamo un imperativo morale di dare voce ai senza voce, di rappresentare coloro che sono vittime di maltrattamenti e di illuminare gli spazi oscuri delle nostre comunità”.

Durante l’evento, il senatore Melendez ha dichiarato che il voto di abrogare l’assistenza sanitaria conosciuta come ‘Obama care’ “è una crudeltà” e che, per quanto riguarda le diverse fedi presenti, “è molto di più quello che ci unisce che quello che ci divide”.

Il vescovo Royster, che è anche il responsabile della politica di People Improving Communities through organizing (PICO-Gente che migliora la comunità organizzandosi), ha sostenuto che la stessa lotta per le persone senza documenti deve essere organizzata anche per “i neri, per i poveri, per le persone che necessitano di assistenza sanitaria nel paese”.

Il cardinale Tobin ha poi commentato: “Noi cristiani crediamo che la fede senza le opere è morta, la nostra fede non è semplicemente un regalo per il cielo, ma comincia con il riconoscere coloro che tra noi stanno lottando per sostenerli”.

“Ciò che tiene svegli i despoti e i dittatori di notte, ciò che rovescia gli imperi del male è quella persona insignificante che va sulla piazza nel centro della città e nel buio della notte scrive sul muro, ‘No’ e voglio dire a tutti voi che noi siamo il ‘No’ che oggi Dio scrive sul muro”, ha ripetuto Tobin. “Noi siamo il ‘No’ detto a una nazione che non ha cuore, disposta a deportare le persone separandole dalle loro famiglie e dai loro cari semplicemente perché sono vittime di un sistema corrotto”, è stata poi la sua conclusione.

Sul piano politico, si possono avere molti punti di vista. Tuttavia, un sentimento d’umanità e la fede cristiana impediscono di sostenere qualsiasi sistema di ingiustizia, qualsiasi regola che offenda la dignità umana, qualsiasi azione che finisca con essere la “cultura dei rifiuti”, ci ricorda papa Francesco. L’advocacy contro l’ingiustizia sociale dovunque essa sia è la forza che riunisce persone di tutte le fedi, perché l’unico Dio che esiste, discende sempre dal cielo quando ascolta il grido di sofferenza dei poveri e abbandonati.

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