Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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La doppia morale di un falso femminismo

Crónicas de una Inquilina 22.01.2018 Ilka Oliva Corado Traduzione di: Jpic-jp.org

Il femminismo è diventato oggi altamente politico. O cerca i diritti umani per tutti o agisce solo contro le ingiustizie che minano dei diritti che sono in realtà privilegio di poche persone. Ilka Oliva Corado, autrice dell’articolo, è nata a Comapa (Jutiapa, Guatemala) nel 1979. Professoressa di ginnastica si dedicò al calcio professionale come arbitro mentre studiava psicologia (Universidad San Carlos de Guatemala) fino a quando nel 2003 decise di emigrare negli Stati Uniti da “indocumentata” attraversando il deserto di Sonora (Arizona).

Manifestazioni di femministe per sostenere Hillary Clinton. Non è necessario avere più di due grammi di cervello per sapere che queste manifestazioni sono manipolate e che mirano ad interessi che non hanno nulla a che fare con i diritti di genere. Tuttavia capisco la buona intenzione di molte a parteciparvi e quindi non voglio generalizzare.

Ogni donna che crede che Hillary Clinton sia una femminista non ha compreso minimamente il feminismo e, peggio ancora, se la sostiene e le dà il suo voto. Ed è quello che è successo negli Stati Uniti con l'ondata di giovani donne che sono state trascinate dall'emozione e dal discorso anti-genere di Trump. Demonizzano Trump quando ne hanno una copia a ogni due metri: nelle loro case, nelle scuole, nella loro comunità, nel luogo di lavoro; perché gli uomini come Trump sono un prodotto del sistema come lo è Obama, che si è rivelato essere più Ku-Klux-Klan che il più caucasico dei razzisti. Obama è un negro pro sistema. Che sia capace di camuffarsi e che la gente gli creda è tutta un’altra cosa, come lo è la signora Clinton quando fa la femminista.

Perché le femministe che marciano contro Trump non hanno marciato contro Obama quando, durante il suo mandato, centinaia di bambine, adolescenti e donne siriane e yemeniti sono state uccise dall'invasione degli Stati Uniti nei loro paesi? Perché non sono scese in strada quando i soldati americani hanno violentato almeno 53 ragazze colombiane? Queste ragazze, adolescenti e donne non contano come quelle nate negli Stati Uniti? Perché le femministe non si interessano alla politica estera del loro paese, ma fanno finta di nulla, rimanendo in silenzio come se il loro paese non facesse altro che difendersi da attacchi terroristici e da minacce di invasioni?

Perché sostenere una donna come Clinton che rappresenta un pericolo uguale o peggiore per la politica estera degli Stati Uniti rispetto allo stesso Trump? E peggio ancora, prendendola come rappresentante del femminismo ed esortando le giovani donne a imitarla? Perché le femministe anti-sistema sono scese in massa ad appoggiarla e trasformarla in una alternativa anti Trump? Perché questa moltitudine di donne non formano un fronte anti-deportazione in favore degli immigrati senza documenti? Sarebbe una piattaforma valida e con un messaggio chiaro al mondo.

I diritti di genere dei cittadini o dei residenti degli Stati Uniti contano forse più dei diritti umani di coloro che sono maggiormente colpiti dal sistema perché non hanno documenti? Qualsiasi femminista sa che i diritti di genere sono diritti umani, quindi una vera femminista non andrebbe mai a manifestare senza chiedere diritti per le minoranze; guardando le cose dal punto di vista del genere, tra quanti sono senza documenti, ci sono anche anche ragazze, adolescenti e donne. Ci sono famiglie che sono divise e non adesso, dall'amministrazione Trump, ma dai tempi dell'amministrazione Obama.

Molte di queste false femministe che sfilano per le strade degli Stati Uniti, hanno nelle loro case donne senza documenti che lavorano per loro, puliscono, hanno cura dei loro figli, mentre loro vanno all’università o a lavorare e così crescono professionalmente. A loro non conviene che quelle donne abbiano gli stessi diritti di lavoro che pretendono siano rispettati per loro stesse e per il loro gruppo, perché come datrici di lavoro sarebbero danneggiate, non potrebbero più approfittare di chi lavora per loro in cambio di uno stipendio di miseria. Chi si prende cura dei loro giardini è un indocumentato, chi semina e raccoglie la frutta e la verdura che mangiano ogni giorno, sono indocumentati. Chi pulisce i bagni nei centri commerciali, nelle scuole, nelle università sono indocumentati. Degli indocumentati, tutti ne approfittano, perché rispettare i loro diritti se poi si deve pagarli secondo la legge?

Perché queste femministe pro diritti umani, se sanno il pericolo che corrono intere famiglie di essere espulse, non prendono posizione e non chiedono una riforma integrale dell'immigrazione? Sarebbe un esempio chiaro e umano di voler cambiare il sistema. Non c'è bisogno di andare a darsi pugni sul petto o autoproclamarsi femministe. Il femminismo si dimostra con gesti concreti, non nei recital o nei baccanali.

Le violenze sessuali subite da ragazze, adolescenti e donne dalle forze armate statunitensi al di fuori del loro paese sono importanti quanto quelle subite da donne nate e che vivono negli Stati Uniti.

Perché queste migliaia e migliaia di donne non hanno protestato contro l'insolenza di Trump nei confronti della Palestina?

Perché delle donne palestinesi le interessa un ֍ᴥ⁂ e lo stesso di quanto possa accadere alle donne  in qualsiasi parte del mondo per colpa del governo degli Stati Uniti. Grande è la loro doppia morale e il loro falso femminismo. Perchè queste srillone di donne che si autoflagellano durante le marce non hanno chiesto che finisse il blocco su Cuba, la chiusura di Guantanamo, l'invasione di altri paesi da parte degli Stati Uniti? Perché quello che succede alle persone di altri paesi, qualunque sia il loro genere, a loro interessa un ֍ᴥ⁂. Che femminismo è quindi questo? C'è una barbara confusione riguardo al concetto di femminismo tra le giovani donne americane. Perché nessuna vera femminista vorrebbe la Clinton a guidare un'invasione degli Stati Uniti in paesi come il Venezuela! Ed é quanto la Clinton aveva promesso a Miami. Com’è possibile che una femminista sostenga la deportazione di bambini e adolescenti che entrarono non accompagnati nel paese, come ha fatto la Clinton, quando Obama decise di porre fine al programma temporaneo che loro stessi avevano organizzato per giustificare la militarizzazione del Messico e dei Paesi del Triangolo Nord del Centro America. O una Clinton che ha dato continuità alla costruzione del muro tra Messico e Stati Uniti, che suo marito aveva cominciato. Trump è l'uomo tipico della società nordamericana come lo è pure questo falso femminismo. Essere una femminista è vivere il femminismo con azioni quotidiane, non con banner, baccanali e foto per i social network. Siamo lontani anni luce da un femminismo coerente, riverente e umano. Umano sopratutto. A qualcuno verrà da dire: "ma qualcosa è meglio di niente". Giustificandosi con dire qualcosa è meglio di niente, è come il dar calci a chi si sta annegando. E scusate se strapazzo un petalo di fiore, ma le cose vanno chiamate con il loro nome.

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