Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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Ma io vedo i tanti rischi della cattiva integrazione

La Stampa 02.05.2023 Lucetta Scaraffia Tradotto da: Jpic-jp.org

Il Ministro italiano dell’agricoltura, con riferimento alla crisi demografica che interessa il suo Paese, ha affermato, scatenando polemiche: “Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro”. L’idea di “sostituzione etnica”, non è nuova, è un’espressione infelice che attraversa un certo immaginario e rivela l’ignoranza della storia. Tuttavia… le ondate migratorie attuali sono al 90% di islamici. Che cosa può succedere se una percentuale di abitanti di un certo Paese, essendo di religione islamica, rivendica il diritto di essere giudicata e guidata dalla sharia?

Una volta superato il fastidio per le sue parole [del ministro italiano], dobbiamo ammettere però che esse evocano un problema reale: infatti, se continua il calo delle nascite che da anni ormai caratterizza l’Italia, e che quindi impone il conseguente ricorso all’emigrazione, gli italiani “nativi”, chiamiamoli così, rischiano effettivamente di scomparire o, in tempi non troppo lunghi, di diventare una minoranza nel loro stesso Paese. E va bene: niente di male, possiamo anche dire. Niente di male che non si parli più italiano, che a scuola non si insegni più chi era Dante o il Risorgimento. In fondo, nel corso della storia di ondate di migrazioni il nostro Paese ne ha viste tante, non è la prima volta. E i risultati di queste mescolanze sono stati anche buoni, se non ottimi.

Ma c’è un problema del quale si preferisce non parlare, c’è un argomento che si direbbe quasi vietato: tranne la parentesi araba in Sicilia, esauritasi ed assorbita nel corso di un paio di secoli prima dell’anno Mille, le invasioni del passato sono avvenute sempre da parte di popoli cristiani. Perfino i primi invasori – quelli che noi chiamiamo ancora i “barbari” – si convertirono prontamente.

Le ondate migratorie attuali, invece, sono al 90% costituite da islamici. Non ho niente contro una religione antica e degna di ogni rispetto come l’Islam, ma dobbiamo ammettere che essa si differenzia profondamente dal cristianesimo per molti aspetti che riguardano la sua manifestazione, il suo modo d’essere nell’ambito della vita sociale. A cominciare (o al finire…) con la secolarizzazione, che praticamente l’Islam non conosce e che invece è diventata un esito quasi obbligato nei Paesi di tradizione cristiana.

Mi sembra davvero difficile contestarlo: la nostra morale, la nostra cultura e quindi il nostro sistema giuridico sono invariabilmente nati da un ceppo cristiano, cioè da qualcosa dalle caratteristiche fin dalle origini molto diverse dalla sharia. La separazione fra Chiesa e Stato, fra precetti religiosi e leggi laiche, la parità fra donne e uomini, la famiglia monogamica che prevede parità di diritti, la libertà di pensiero, nascono tutti da questa comune appartenenza.

Ma che cosa può succedere domani se una percentuale notevole di abitanti del nostro Paese, essendo di religione islamica, rivendica il diritto di essere giudicata in base alla sharia? Non è una domanda retorica. La cosa sta già avvenendo in qualche Paese europeo molto aperto all’emigrazione, come la Gran Bretagna o la Svezia: dove a poco a poco vengono ammesse la poligamia, il matrimonio fra minori, e tollerate le brutali forme di oppressione spesso riservate alle donne nelle comunità islamiche.

Riflettendo sul nostro futuro dobbiamo considerare anche questa prospettiva, e di conseguenza cominciare a preparare una strategia di accoglienza che ne tenga conto. E magari – se fosse ancora possibile – cercare anche di aumentare le nascite, perché no? Non è una strategia reazionaria, non è un atteggiamento identitario di tipo fascista. Per parlar chiaro, dobbiamo renderci conto che non ha senso, ad esempio, da un lato sostenere tutti i diritti per gli LGBTQ+ e dall’altro assistere senza reagire alla prospettiva di una società futura in cui per influenza dell’islamismo l’omosessualità possa venire ostracizzata o peggio. Ma una forte minoranza musulmana non può forse significare proprio questo? [E se diventa maggioranza?]

Insomma, dobbiamo sforzarci di allungare lo sguardo un po’ di più sul lungo periodo, non limitarci a crogiolarci con i discorsi di accoglienza indiscriminata, facendo finta che sicuramente andrà tutto bene. Da questo punto di vista gli italiani e gli altri europei che stanno votando per i partiti di destra rivelano di essere più consapevoli e preoccupati da questi problemi delle loro élites intellettuali, le quali, invece, continuano a preferire chiudere gli occhi. Non sarebbe il caso che la sinistra capisse la lezione e magari si sforzasse di proporre soluzioni all’altezza della gravità del problema?

Vedere, Ma io vedo i tanti rischi della cattiva integrazione

Nota.

Pur non condividendo in tutto il contenuto dell’articolo vale la pena riportare anche una curiosità. Secondo il canale di informazione Euronews Mohamed è stato il quarto nome maschile più dato nel 2021 in tutte le sue varianti, come Muhammad, nei Paesi europei esaminati: Stati membri dell'Unione Europea, la Norvegia, la Svizzera e le nazioni inglese e gallese. Nel 2017, il nome non era nemmeno tra i primi dieci. Papa Giovanni Paolo II confidò un giorno una sua inquietante visione: “Vedo la Chiesa afflitta da una piaga più profonda, più dolorosa rispetto a quelle di questo millennio. Si chiama islamismo. Invaderanno l’Europa: dal Marocco alla Libia all’Egitto, e così via fino alla parte orientale. Invaderanno l’Europa, l’Europa sarà una cantina, vecchi cimeli, penombra, ragnatele. Ricordi di famiglia. Voi, Chiesa del terzo millennio, dovrete contenere l’invasione. Non con le armi, le armi non basteranno, con la vostra fede vissuta con integrità” (La visione di Giovanni Paolo II: «L'islam invaderà l'Europa»).

L’antropologa francese Florence Bergeaud-Blackler, autrice del libro Le Frérisme et ses Réseaux (La Fratellanza e le sue Reti), in un’intervista a Le Figaro, parla della strategia dei Fratelli Musulmani, il cui obiettivo finale non sarebbe “altro che l'avvento di una società islamica mondiale, di cui l'Europa potrebbe essere l'epicentro”. La tattica? Penetrare in maniera soft gli spazi della cultura e dell’economia. La conquista attraverso la guerra non è più possibile; la dissimulazione, in una società europea che venera la diversità e l'inclusività, sì. “Non rifiutano la violenza per principio - continua -, la rifiutano quando è controproducente per il loro scopo. Quando la violenza è perpetrata dai jihadisti, la condannano a parole”, ma si adoperano per bloccare ogni riflessione e azione politica di contrasto al radicalismo, ricorrendo allo spauracchio dell’islamofobia, e quindi del razzismo e della discriminazione. “Organismi di beneficenza come “Islamic Relief” hanno ricevuto decine di milioni di euro dalla Commissione europea. La rete dei giovani musulmani “Femyso” ha ricevuto dalla Commissione 288.000 euro. Nell'ambito dell'ENAR (Rete europea contro il razzismo), i Fratelli Musulmani impongono la loro definizione dell’islamofobia, le loro soluzioni e la loro agenda”. Si servono dell’accoglienza, della tolleranza e del dialogo per portare avanti il loro obiettivo: dare un’immagine sempre e solo positiva, edulcorata e perfetta della religione e cultura islamiche. Chi si azzarda a sollevare critiche e perplessità di fronte alla costruzione di una moschea o all’apertura di un centro culturale islamico?

Foto. Pakistan. Jihad in classe

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I commenti dai nostri lettori (3)

Bernard Farine 20.07.2023 Sur beaucoup d'aspects je le trouve extrêmement simpliste, proche des discours extrémistes français qui parlent du "grand remplacement" avec aucun recul historique ni projectif, comme si l'immigration était une irruption et non un processus progressif avec des phénomènes d'intégration plus ou moins variables selon les individus. Par exemple, des études montrent, au moins en France, que les processus de sécularisation touchent aussi une partie des musulmans avec le temps. Par ailleurs, l'identification des jeunes à la religion de leur origine est aussi liée au déclassement social qu'ils subissent dans les banlieues des grandes villes. Il faudrait aussi analyser de plus près ce qui se passe en Suède ou au Royaume Uni, ou encore en Allemagne. Même dans la note, Mme Florence Bergeaud-Blacker, que cite volontiers le Figaro parce qu'elle rejoint ses idées, a fait l'objet de vives critiques dans d'autres publications, dont Le Monde, par sa vision englobante du "frérisme" et par son renvoi dans le camp de l'islamo-gauchisme de tous les chercheurs qui ne pensent pas comme elle. Même sa méthodologie scientifique est contestée. Je suis d'accord que c'est une préoccupation de beaucoup et une crainte largement attisée par les partis de droite et d'extrême droite dans tous les pays. D'où la nécessité de proposer des analyses plus nuancées et argumentées plutôt que de jouer sur la peur des gens.
Paul Attard 20.07.2023 “But I see…..” is very interesting. In fact I have printed it to save it in my collection of articles under “religion”!!!!! It’s very true what John Paul II said. Islam is all powerful. It doesn’t give way to other faiths, except classifying them as “dhimmies” (2nd classs). And of course it doesn’t allow apostasy.
Margareth Henderson 23.08.2023 I was most involved, however, by the 8th item, about more and more Muslims moving into previously almost mono cultural Christian countries. Scotland is certainly one of these countries as her own population is falling, with ever fewer children being born. As you can imagine, through my role at the night shelter, I did come up against hostility from people who were angry at foreigners, especially Muslims, being given support. I want to tell you, however, about a little incident there. There was one particular Afghani staying in our night shelter who was a real loner. He had an enormously shaggy beard, traditional Afghani clothes and he looked miserable. Each night he prayed in the communal sleeping area for many hours in a very anguished, disruptive manner, often waking other men. I thought hard about how to calm him down and came up with the idea that I would give him regular lessons in reading in English as he already had a reasonable grasp of the oral language but could not read or write. To my surprise, he was biddable and even keen to learn, and he very quickly became calmer and slept better. Then one evening he thanked me for the hospitality of the last few months but told me he would be leaving the following morning as he has won his case for Leave to Remain. He went on to tell about about an incident earlier that day. He had attended Glasgow Central Mosque where a very important mullah was visiting. The mullah made a speech and everyone listened very quietly. Then the visitor said, “The only good people in Glasgow are Muslims.” At that, our very shy, awkward Afghani rose to his feet and said, “That is not right! The best people in Glasgow are the volunteers at Glasgow Night Shelter for Destitute Asylum Seekers!” He was NOT thrown out - and there was a follow up. Days later we had a visit from a group of the Central Mosque worshippers and from then on they delivered a hot meal to the night shelter once a week. Even now, many years later, some of that group are still friendly with some of the night shelter volunteers of that time. Little incidents like that are so worthwhile, aren’t they!