Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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I leader religiosi sostengono la causa morale per una giusta transizione globale lontano da carbone, petrolio e gas

Fossil - Fuel Non proliferation Treaty 02.11.2022 Admin di GreenFaith Tradotto da: Jpic-jp.org

Fedeli e leader di istituzioni religiose che rappresentano più di 1,5 miliardi di persone hanno chiesto un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili. Hanno pubblicato una lettera multiconfessionale pochi giorni prima che i leader mondiali si incontrino in Egitto per la COP27 badandosi sui recenti rapporti delle Nazioni Unite e dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) che mostrano un allarmante divario tra gli impegni climatici delle nazioni e quelli necessari per raggiungere l'obiettivo di 1,5°C dell'Accordo di Parigi. Si sono uniti a 70 città, 101 Premi Nobel, 3.000 scienziati, 1.750 organizzazioni della società civile e 500 parlamentari provenienti da Africa, Asia, Europa e Americhe per chiedere la fine immediata di nuovi progetti sui combustibili fossili, un'equa eliminazione della produzione di carbone, petrolio e gas esistente e un generoso impegno per una giusta transizione per i Paesi, le comunità e i lavoratori colpiti dal clima. La loro voce è rimasta inascoltata.

In qualità di leader di diverse comunità religiose e spirituali in tutto il mondo, invitiamo i governi a sviluppare e attuare un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili.

Ci è stato concesso un dono, una terra creata in tutta la sua diversità, vitalità e abbondanza, di cui siamo chiamati ad essere custodi. Ma questo ruolo di custodia è stato oscurato dall'abbandono, dallo sfruttamento e dal consumo insostenibile che minacciano l'equilibrio naturale, l'armonia sociale e l'esistenza della vita sulla terra.

Troppe miniere di carbone e pozzi di petrolio e gas sono già in produzione, il che fa sì che il mondo non raggiunga l'obiettivo di 1,5°C dell'accordo di Parigi. Per evitare i peggiori impatti della crisi climatica, dobbiamo ritenere noi stessi, i nostri vicini e i nostri governi responsabili e agire collettivamente.

Per troppo tempo l'azione del governo è stata faticosamente lenta e si è occupata troppo delle incaute e ingannevoli aziende dei combustibili fossili, impedendo una legislazione sul clima significativa e tempestiva. C'è una evidente disconnessione tra le approvazioni dei paesi per la continua espansione dei combustibili fossili e la loro retorica che proclama obiettivi "zero netto" a lungo termine, un velo pericoloso per eludere la responsabilità, ritardare l'azione e fare affidamento su tecnologie non comprovate.

Secondo l'IPCC, la combustione di carbone, petrolio e gas è responsabile dell'86% delle emissioni di CO2 nell'ultimo decennio. Solo 100 aziende rappresentano oltre il 70% delle emissioni. Con queste emissioni derivano anche i costi dell'inquinamento locale, del degrado ambientale e degli impatti sulla salute associati all'estrazione, alla raffinazione, al trasporto e alla combustione di combustibili fossili.

Questi costi sono pagati in modo sproporzionato da coloro che sono più vulnerabili e storicamente meno responsabili delle conseguenze del cambiamento climatico: vite perse, case e fattorie distrutte e milioni di persone sfollate. È nostro imperativo morale proteggere i più bisognosi e difendere i diritti umani delle generazioni future impiegando fonti di energia pulite e sostenibili.

La scienza che circonda il pericolo più urgente per l'umanità è innegabile: per essere buoni custodi della nostra casa comune, dobbiamo agire ed eliminare gradualmente la produzione di combustibili fossili.

Diverse istituzioni religiose in tutto il mondo hanno già disinvestito dalle società di combustibili fossili; ora facciamo il passo successivo chiedendo ai governi di pianificare una giusta transizione globale. L'attuale portata della crisi climatica richiede una soluzione mondiale cooperativa che si rivolga direttamente all'industria dei combustibili fossili.

Chiediamo ai governi di avviare urgentemente negoziati per sviluppare e attuare un Trattato di non proliferazione dei combustibili fossili, che stabilisca un piano globale vincolante per:

● Porre fine all'espansione di qualsiasi nuova produzione di carbone, petrolio o gas in linea con la migliore scienza disponibile come delineato dal Gruppo Intergovernativo di esperti sui Cambiamenti Climatici (IPCC) e dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente;

● Eliminare gradualmente la produzione esistente di combustibili fossili in modo giusto ed equo, tenendo conto della rispettiva dipendenza dei paesi dai combustibili fossili e della loro capacità di transizione;

● Garantire una giusta transizione globale al 100% di accesso all’energia rinnovabile a livello mondiale, e sostenere le economie dipendenti per diversificarsi dai combustibili fossili e consentire a tutte le persone e le comunità, non ultimo il Sud del mondo, di prosperare.

Proveniamo da molte fedi e credenze, ma insieme possiamo rimediare a decenni di negligenza per salvaguardare la nostra convivenza con questa terra.

Proprio come le nostre convinzioni sono radicate negli insegnamenti religiosi e spirituali, la nostra risposta alla crisi climatica deve essere profondamente radicata nella scienza e nell'equità per guarire, allo stesso modo, il pianeta e le persone. Abbiamo una finestra ristretta di opportunità per agire ed è per questo che ci uniamo al crescente coro di popoli indigeni, leader della società civile, giovani, città, legislatori, accademici e scienziati che chiedono un trattato globale per eliminare gradualmente i combustibili fossili e sostenere una giusta transizione alimentata da energia pulita e un futuro sostenibile per tutti

Per firmare a titolo individuale - Fossil - Fuel Non proliferation Treaty

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