Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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Democrazia. Magari è il momento di ripensare le nostre idee

Milano 26.03.2021 Jpic-jp.org Tradotto da: Jpic-jp.org

Il numero special, con relazioni e saggi, di "The Atlantic" dell'ottobre 2018 era una pioggia d’idee sulla domanda: "La democrazia, sta morendo"? La questione era già stata posta sul tavolo da Gideon Rose, nella sua nota come curatore dell'edizione di maggio / giugno di "Affari esteri".

Negli ultimi quattro anni, era abbastanza normale puntare il dito contro Trump e la supremazia bianca come la principale minaccia per una vera democrazia. "Trump se n'è andato, ma il trumpismo è rimasto", scrive Roberto Savio nel suo articolo (10 novembre 2020) pubblicato sulla rivista online ‘Altre notizie’. Come afferma l'editorialista Greg Sargent nella sezione ‘Opinione’ di ‘The Guardian’ (4 marzo 2021), "La truffa di Trump è viva e vegeta nel GOP. Ed è perfettamente plausibile che possa continuare a fornire risultati per i repubblicani, forse in modo spettacolare".

'The Atlantic' insiste sul fatto che “La crisi della democrazia negli Stati Uniti, è solo un grande esempio, anche se in contesti molto diversi, di ciò che sta accadendo ovunque nel mondo, dall’Ungheria al Brasile, dall'Italia all'Egitto in un amalgama insieme politico, economico e sociale”.

Non sarà tempo, dunque, chiederci se nostre idee sulla democrazia non sono per caso obsolete? La democrazia è il governo di tutti i cittadini, ovviamente a servizio di tutti i cittadini, e quindi esercitato da tutti i cittadini, sia essa come democrazia diretta o indiretta. Da lì il detto, il potere del popolo, per il popolo.

La democrazia ateniese è la prima forma di governo democratico attestata nella storia, anche se non si può escludere che ne siano esistite altre prima o contemporaneamente, ed è stata sicuramente un modello per altre democrazie, nate in seguito in tutto il mondo. Quella di Atene era una democrazia diretta. Ogni cittadino aveva il diritto di voto, il diritto di parola e il diritto ad essere eletto alle cariche di governo della città.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia, proclamava Pericle nel 461 a.C. I molti erano i cittadini ateniesi, pero erano cittadini di Atene solo i maschi con oltre vent’anni d’età e, per acquisire il diritto di cittadinanza, bisognava essere nati da genitori entrambi ateniesi. Di conseguenza, non partecipavano alla vita politica né le donne, né gli schiavi, né i metèci (i residenti ad Atene immigrati dall’estero o da altre città greche). Solo un limitato numero di cittadini, adulti e di sesso maschile, dai 30.000 ai 50.000 su una popolazione di 250/300.000 era considerato il popolo democratico di Atene.

Ai tempi di Mosè, quindi 1000 anni prima di Pericle, leggiamo nella Bibbia, che un’alleanza era sancita da tutto il popolo, senza esclusione di categorie, ma era diretta dall’alto, e il potere non risiedeva nel popolo ma nella Legge divina.

Nella sua nota editoriale della rivista ‘The Atlantic’, Jeffrey Goldberg torna alle radici della democrazia negli Stati Uniti, scrivendo: "Il sistema di governo delineato nella Costituzione [del Nord America] è una concessione all'idea che gli esseri umani sono incapaci di un autogoverno razionale". Tra i 42 padri fondatori, 39 firmarono la Costituzione e tre rifiutarono. L’intervento federalista n. 51 afferma: "Se gli uomini fossero angeli, non sarebbe necessario nessun governo ", implicando, forse inconsciamente ma sicuramente a torto, che i membri dei governi sono angeli.

Pertanto, la gente comune deve essere esclusa da un ruolo diretto nel governo, la democrazia diretta deve cedere il posto alla repubblica rappresentativa, "dove dei delegati illuminati del popolo servono il bene pubblico", "il popolo elegge direttamente i membri della Camera dei rappresentanti" e "vota per i saggi elettori - cioè uomini bianchi proprietari - che alla fine scelgono il presidente". La supremazia bianca era ben fondata fin dall’inizio.

Nello stesso numero di 'The Atlantic', Jeffrey Rose studiando il processo intellettuale di James Madison descrive alcune delle sue idee peculiari, illuminate, ma pericolose che Madison avrebbe pensato per evitare il "destino delle confederazioni antiche e moderne", che "han terminato per cedere il governo a demagoghi e alla plebaglia".

Partendo dalla democrazia di Atene, "dove erano richiesti 6.000 cittadini come quorum" per un'assemblea legale, Madison afferma: "In tutte le assemblee troppo numerose, di qualunque tipo esse siano, mai si riesce a evitare che la passione prenda il comando sulla ragione", e giunge alla conclusione, "Anche se ogni cittadino ateniese fosse stato un Socrate, ogni assemblea ad Atene sarebbe stata di gentaglia". E' come dire che, fin dall'inizio, una specie di buco nero è nel DNA di ogni forma democratica che finisce per ridurre l'aspirazione democratica ad una illusione.

Una persona, un voto diventa l'unico diritto politico concesso al popolo e la repubblica rappresentativa si riduce ad un'oligarchia con insita l’idea subdola che non tutte ma poche persone - negando quindi il principio stesso della democrazia -, siano capaci di politica democratica. La società per vivere ha bisogno di un governo, ma solo pochi sono degni di conformare il governo. Ma poiché anch’essi non sono angeli diventa necessaria un'istituzione superiore che li controlli e assicuri la reale separazione tra i tre poteri – esecutivo, legislativo, giudiziario -. Però, chi sceglie le persone di questa istituzione superiori? Il livello inferiore replica i suoi limiti al livello superiore. In Italia, lo scandalo esploso nel potere giudiziario dimostra come fosse dominato dalla politica. Negli Stati Uniti la più alta garanzia di Democrazia, risiede nella Corte Suprema, diventata il principale oggetto di contesa dei partiti.

"I fondatori hanno progettato un governo [per gli USA] capace di proteggersi dall’emotività di gente manipolatrice, ma non hanno anticipato le sfrenate passioni dell'era digitale", prosegue Jeffrey, che vede en la moderna tecnologia sociale il cavallo di Troia nel cuore del sistema democratico. Affermando, in ultima analisi, il bisogno di criteri esterni al potere popolare e la necessità di un gruppo ‘aristocratico’, a cui consegnare l'autorità a che nei Regni e negli Imperi antichi si attribuiva a Re e Regine e nei sistemi teocratici alla Divinità. Un ruolo oggi assunto dai grandi poteri dell’informatica con i loro algoritmi.

Nel suo articolo, Lo psicodramma di Greta, Miguel Martinez - 04 Marzo 2021 – descrive come la questione ambientale “preoccupava solo un piccolo gruppo di studiosi […], finché non è esplosa Greta”. Greta è il simbolo del movimento mediatico che ha trasformato la questione ambientale, in una questione democratica grazie alla presa di coscienza di miliardi di persone e questo è positivo. “Greta ha ottenuto l’ascolto, semplificando la questione ambientale” alla concentrazione di CO2 nell’atmosfera e riducendola al riscaldamento globale, il cattivo che deve essere ucciso perché tutti vivano felici e contenti. Con la accusa, “Ci state rubando il nostro futuro”, dichiarava ai potenti della finanza e della politica di uccidere il cattivo.

E riappare il buco nero che ingoia la democrazia, “si delega tutto - tranne le marce in piazza- alla finanza e alle imprese, che da causa della catastrofe si trasformano in soluzione”; “ai politici che possono presentarsi come salvatori”, “ai tecnici di alto livello delle imprese” che definiranno a loro piacimento la questione ambientale e giustificheranno che il denaro pubblico passi al privato per salvare il mondo, aumentando il controllo della società fino a farlo diventare totale. “Lo psicodramma alla Greta colpisce tutti, ma delega la salvezza a tecnocrazia, capitalismo e potere politico”, a cui si dirige un culto di salvatori invece che la critica di responsabili.

Che fare allora? L’unico rimedio, non certo a corto ma a medio tempo, e che esige l’impegno di tutti è la nascita nella gente di una coscienza politica che l’allontani da una visione populista delle democrazia.

Nelle dinamiche sociali, si parla di ‘massa critica’ per indicare il numero sufficiente di persone che aderiscono ad una idea o sistema sociale in modo che il tasso di adozione diventi autosufficiente e crei ulteriore crescita. Ebbene, solo una massa critica della popolazione, depositaria dei valori di una vera democrazia, soggetto della vita politica, farà rinascere la speranza nella democrazia.

Anche se rimane il grade interrogativo di chi sarebbe il garante e se i ‘valori’ trasmessi a questa massa critica sono veri valori democratici. Una subdola oligarchia tenterà ancora una volta ad imporsi con la forza del denaro, il prestigio della scienza, il potere della tecnica informatica, la menzogna e la calunnia come la nuova generazione di opinion-gates.

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I commenti dai nostri lettori (1)

Dario 26.03.2021 Diciamo che l argomento non e cosi semplice, cosi teoretico. In fondo il populismo rappresenta i popoli il quale sceglie se farsi imbrogliare da trump o da Salvini in Italia, per esempio. Notiamo inoltre, la " nuova" riforma elettorale della Georgia ( USA) leggetela, renderebbe Mussolini molto felice. Una riforma assurda. Qui ringraziamo il segregation di stato del georgia che si oppose energicamente contro I voleri satanic di Trump n Co. Tornado all articulo direi il popolo e anche colpevole del populismo, perche non segue il suo voto, dal momento in cui l elettore lascia l urna. La finanza la tecnologia devia il popolo. La religione ( la sua classe) non spiega bene Dio nel suo intero a volte narcissists. Poi la science e i Jeff Bezos, I Elon Musk I cinesi etc che invading il futuro. Vedremo..