Questi cinque Paesi al mondo sono gli unici a non essere mai stati colonizzati o posti sotto influenza europea. La carta del mondo, in un determinato momento della storia, è stata disegnata dalle conquiste coloniali europee; eppure, cinque Paesi sono riusciti a compiere l’impresa di sfuggirvi. Come ci sono riusciti? In occasione della pubblicazione del 3.000° numero del nostro magazine digitale, vi proponiamo un tuffo negli archivi. Ris scoprite questa informazione!
Dall’America del Nord all’Africa, passando per l’America Latina e l’Oceania, nessun continente è sfuggito alla vasta colonizzazione europea. Quasi l’intero globo è passato sotto un’influenza europea, come dimostra una mappa del media statunitense Vox del 2015, che include “mandati” e “protettorati” come prolungamenti di tali colonizzazioni. Ancora oggi, dopo numerose guerre d’indipendenza, questo controllo quasi totale ha lasciato profonde tracce sia nelle popolazioni sia sulla carta geopolitica del mondo. Ma cinque Paesi sono riusciti a sottrarsi a questo destino.
I cinque Paesi considerati come mai colonizzati sono: la Liberia in Africa, la Corea del Nord e la Corea del Sud, il Giappone e la Thailandia. Ma come sono riusciti a sottrarsi ai colonizzatori europei?
Nel caso della Liberia, la sua storia coloniale è ambigua. Il Paese fu vittima del commercio triangolare degli schiavi tra il XVI e il XVIII secolo e dichiarò l’indipendenza nel 1847, dopo l’affrancamento degli schiavi da parte degli Stati Uniti. Furono proprio gli Stati Uniti a deportarvi 12.000 schiavi liberati, costringendo così l’Europa a non toccare la Liberia. Se da un lato il Paese africano può essere considerato in un certo senso colonizzato dagli Stati Uniti, che lo scelsero come luogo di reinsediamento degli afroamericani emancipati, dall’altro non fu mai sottoposto a influenza europea.
Giappone e Corea (all’epoca unificata) resistettero all’invasore europeo grazie ai loro eserciti, già moderni per il XIX secolo. Grazie alla “forza dei loro Stati, alla diplomazia, alle politiche isolazioniste e forse anche alla loro posizione geografica”, riassume Vox.
Per quanto riguarda la Thailandia – l’antico Regno del Siam – fu soprattutto la sua posizione a garantirle la libertà. Situata tra la Birmania (sotto controllo britannico) e l’Indocina francese (attuali Vietnam, Laos e Cambogia), fungeva da zona cuscinetto tra le due potenze, che decisero congiuntamente di lasciarla indipendente. Tuttavia, sia la Corea sia la Thailandia furono successivamente colonizzate dalla potenza regionale giapponese all’inizio del XX secolo.
Per alcuni Stati, come l’Etiopia, spesso citata come il sesto Paese a non essere mai stato colonizzato dall’Europa, occorre maggiore precisione. L’Etiopia fu annessa dall’Italia tra il 1935 e il 1941, dopo che la potenza europea aveva già colonizzato Paesi vicini come Eritrea e Somalia. Qualche decennio prima, nel 1886, dopo l’annessione di diversi territori etiopi, l’Italia tentò di invadere il Paese ma fu respinta dall’esercito etiope, allora una delle poche potenze africane ancora indipendenti.
Sei anni dopo, Mussolini, dittatore fascista al potere in Italia, volendo lavare l’onore del Paese, fece inviare intere flotte di soldati in Etiopia passando attraverso il Canale di Suez, nel 1932. L’esercito etiope cedette nel 1935 e ritrovò la propria indipendenza dopo sei anni di sanguinosa occupazione, grazie anche all’aiuto delle forze britanniche.
Secondo la mappa di Vox, altri Paesi non furono completamente colonizzati, come l’Iran, per esempio, i cui pozzi petroliferi furono però controllati da britannici e russi. Stesso discorso per la Turchia o l’Arabia Saudita. La prima fu spartita tra i vincitori europei della Prima Guerra Mondiale, ma essi furono quasi immediatamente respinti dai nazionalisti turchi. La seconda fu parzialmente dominata dall’Impero Ottomano, poi dai britannici fino al 1932, ma gran parte del suo territorio rimase intatta.
Vedi, Ces cinq pays sont les seuls au monde a n’avoir jamais ete colonises ou sous influence européenne
Gbarna – Liberia © Foto GP
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