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Nuove accuse al Movimento islamico di alimentare la guerra in Sudan

Asharq al Awsat 30.09.2023 Mohamed Amin Yassin Tradotto da: Jpic-jp.org

In seguito all'imposizione di sanzioni statunitensi contro l'ex ministro degli Esteri sudanese Ali Karti, i leader civili ed i funzionari delle Forze della Libertà e del Cambiamento hanno chiesto di designare il Movimento islamico, in particolare la sua ala estremista, come "gruppo terroristico", sottolineando il suo ruolo nell'innescare la guerra nel Paese.

Il leader delle Forze della Libertà e del Cambiamento, Khaled Omar Youssef, ha affermato che le sanzioni confermano il coinvolgimento di una "terza parte" nella guerra in corso da sei mesi tra l'Esercito e le Forze di Supporto Rapido (FSR).

Omar, che è stato membro del Consiglio dei ministri nel governo del premier Abdullah Hamdok, ha dichiarato su X che le sanzioni hanno incluso, per la prima volta, oltre alle due in guerra, una "terza parte" ovvero il Movimento islamico, rappresentato dal suo attuale leader, Ali Ahmed Karti.

Omar ha spiegato che la continuazione della guerra in corso non è nell'interesse di nessuno in Sudan, ad eccezione dei membri dell'ex regime.

Gli Stati Uniti hanno annunciato recentemente sanzioni personali contro Ali Karti, il segretario generale del Movimento islamico sudanese, e contro due società associate alle FSR.

Shihab Ibrahim, leader delle Forze della Libertà e del Cambiamento, ha dichiarato ad Asharq Al-Awsat che le sanzioni confermano il ruolo del Movimento Islamico, guidato da Karti, nell'innescare la guerra e la sua determinazione di tornare al potere o a rimanere come agente influente sulla scena politica.

Ha quindi chiesto di designare il movimento come "gruppo terroristico".

Da parte sua, il Movimento islamico sudanese ha definito la decisione del Dipartimento del Tesoro statunitense come un gesto "onorifico".

"La decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti è come un distintivo d'onore per il Segretario generale del nostro movimento. Egli ha dedicato con costanza sé stesso e le sue risorse come jihadista nel nome di Dio e della nazione", ha dichiarato il movimento in un comunicato.

Il movimento ha anche sottolineato che "non sorprende che gli Stati Uniti stiano prendendo decisioni incorrette e si stiano posizionando dalla parte sbagliata in un momento cruciale della storia del Sudan".

Si veda, Renewed Accusations against Islamic Movement of Fuelling War in Sudan

Foto. Fumo a Khartoum, Sudan, mercoledì 19 aprile 2023. Dei testimoni affermano che i sudanesi, terrorizzati, stanno fuggendo dalle loro case in Khartoum, dopo che un cessate il fuoco mediato a livello internazionale è fallito e le forze rivali hanno ripreso a combattere nella capitale. (Foto AP © Marwan Ali)

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I commenti dai nostri lettori (1)

Paul Attard 24.10.2023 As usual, Islam is supposed to be a religion of peace, but far too many of its followers, especially men, use it as a means to get power. Their Allah is not great at all. Israel is constantly in my mind. They need our prayers.