Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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Progresso della Nuova Alleanza? No, per i produttori di alimenti a piccola scala

Virtual Meeting 24.11.2014 ONG de la Sociedad Civil Tradotto da: Jpic-jp.org

Appello delle Organizzazioni della Società Civile dei paesi del G8 ai loro governi sulla Nuova Alleanza per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione in Africa

Più di due anni dopo la messa in marcia della Nuova Alleanza del G8 per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione, quello che abbiamo visto del suo “progresso” non cambia la nostra valutazione del fatto che la Nuova Alleanza in realtà nuoccia alla sicurezza alimentare, alla nutrizione e al rispetto progressivo del diritto all’alimentazione in Africa. Le prime ricerche sul terreno evidenziano una breccia drammatica tra la retorica dello sviluppo e le sue conseguenze. Non esistono indizi del fatto che la Nuova Alleanza stia tirando fuori gli africani dalla povertà[1], mentre la promessa di “scatenare il potere del settore privato"[2] sta venendo fuori in modo molto visibile. Anche se la Nuova Alleanza si riferisce retoricamente al Programma di Sviluppo dell’Agricoltura in Africa (CAADP), vediamo chiaramente come in realtà vengano emarginati i processi e i componenti del CAADP rivolti ai benefici dei produttori di alimenti a piccola scala.

Quando la Nuova Alleanza fu inaugurata negli Stati Uniti, a Camp David nel 2012, risultò immediatamente ovvio che tale iniziativa sarebbe servita essenzialmente per permettere alle aziende private di influire sulle politiche agricole e ottenere i propri interessi. Si sta facendo pressione sui governi africani affinché adottino riforme nella politica interna che facilitino gli investimenti di grandi aziende nell’agricultura e discrimino coloro che fanno davvero la maggior parte degli investimenti, vale a dire, gli stessi produttori a piccola scala.

Questi profondi cambi legislativi e politici minacciano il controllo da parte dei piccoli agricoltori della terra e dei semi, rendono marginali i mercati locali e causano la perdita della biodiversità e la fertilità del suolo, nuocendo ai mezzi di sussistenza delle comunità locali.

Inoltre aggraveranno in futuro i problemi climatici ed economici per i piccoli agricoltori, invece di costruire la loro capacità di resistenza per affrontare questo tipo di perturbazioni. Per essere implementati senza dibattito nazionale, sono cose che nuocciono alle istituzioni democratiche.

La mancanza di trasparenza nella Nuova Alleanza – dove gli impegni di donanti e aziende e la sua applicazione sono, come si vede nel Rapporto Annuale 2013-14, informati solo a livello di riassunto – rende estremamente difficile per la società civile ottenere un’immagine completa dell’implementazione della Nuova Alleanza.[3]  

Tuttavia, i primi casi concreti indicano che la Nuova Alleanza è molto lontana dal servire come strumento efficace per appoggiare i piccoli agricoltori. Per esempio:

  • In Burkina Faso l’impegno di sviluppare e riabilitare le terre di irrigazione nella crescita del Progetto Polo Bagre è riservato principalmente agli investitori agroindustriali a grande scala, con solo il 22% (2790 ettari) della terra disponibile per l’agricoltura a piccola scala. In generale, a questi agricoltori vengono concessi solo da 1 a 4 ettari di terra, con scarse opportunità di aumentare tale livello.[4]
  • In Malawi, l’ampiamento degli investimenti delle aziende multinazionali del tabacco viene presentato come un contributo alla sicurezza alimentare e l’impegno di migliorare l’accesso alla terra è stato implementato facendo che 200.000 ettari di terra siano disponibili per l’agroindustria; [5] d’altra parte esiste la necessità di approvare la Legge di Affitto come uno strumento fondamentale per assicurare come minimo i diritti degli affittavoli e dei lavoratori, che sono stati ignorati nel contratto quadro di cooperazione.[6]
  • In Tanzania e Mozambico verranno introdotte nuove leggi sui semi che nel futuro criminalizzeranno l’agricoltore per l'interscambio di semi. In altri paesi, come il Ghana e il Malawi, si stanno portando a termine dei processi simili. [7]
  • Questo fatto conferma la nostra analisi di che gli interventi della Nuova Alleanza nuocciono ai diversi sistemi alimentari e sostenibili degli agricoltori a piccola scala, che costituiscono il potenziale reale per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa. Al loro posto, si promuovono interventi dannosi per l’ambiente e gli agricoltori, che rafforzano il potere delle aziende.

 

Invitiamo quindi tutti a rivedere la partecipazione alla Nuova Alleanza, e a prendere le seguenti misure:

  1. Interrompere i cambiamenti legali e delle politiche che facilitano gli investimenti in terre a grande scala e che impediscono agli agricoltori a piccola scala di avere capacità di immagazzinare, interscambiare e vendere i loro semi.
  2. Interrompere qualsiasi ampliamento della Nuova Alleanza. Non devono essere effettuati ulteriori accordi né convenzioni di cooperazione.
  3. Rivedere i progetti esistenti e gli indicatori di riforma politica con la partecipazione significativa delle popolazioni più danneggiate, e annullare quelli che non riescono a promuovere il diritto all’alimentazione e i diritti legittimi di proprietà delle donne e delle comunità, o gli interessi delle aziende che vengono priorizzati rispetto alle persone vulnerabili e all'ambiente.
  4. Rendere pubbliche immediatamente le lettere di intenzioni delle aziende che partecipano alla Nuova Alleanza, con il fine di permettere un dibattito pubblico legittimo sugli impatti probabili e la valutazione della nuova alleanza. 
  5. Appoggiare i produttori a piccola scala nei loro investimenti secondo quanto consigliato dal Comitato di Sicurezza Alimentare Mondiale, mettendo le donne, i piccoli agricoltori e altri gruppi emarginati al centro di qualsiasi strategia e progetto futuro per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa, assicurandosi del fatto che vengano effettuate valutazioni dell’impatto ambientale e sui diritti umani, per garantire che i progetti vengano portati avanti solo se si constata che non hanno un impatto negativo sui diritti umani e sull’ambiente.
  6. Dare appoggio all’adozione di pratiche agroecologiche dei piccoli agricoltori per aumentare la resilienza attraverso la ricerca partecipativa in agroecologia; per diffondere la conoscenza in agricoltura ecologica attraverso reti da agricoltore ad agricoltore; e per qualificare i servizi estesi ad assistere gli agricoltori su come mettere in pratica l’agricoltura ecologica.


FIRMATARI

 

   
GERMANIA Misereor
  Pesticide Action Network
  FIAN Germany
  INKOTA-netzwerk
  Agrar Koordination
  Global Policy Forum
  Seeds Action Network German Watch
  German NGO Forum Environment & Development
  Brot für die Welt - Evangelischer Entwicklungsdienst  
REGNO UNITO UK Food Group
  The permaculture association
  World Development Movement
  Find Your Feet
  Farms Not Factories
  War on Want
  FIAN group UK
  Concern Universal
  Pesticide Action Network
  Send a Cow  
ITALIA Terra Nuova
  FIRAB (Fondazione Italiana per la RIcerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica)
  Crocevia
  Con.Pro.Bio
  SOLIDARIETA' E COOPERAZIONE CIPSI.
  Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare
  La Gabbianella Coordinamento per il Sostegno a distanza onlus
  CEFA – Il seme della solidarietà
  SOLIDAUNIA  ONLUS-LA DAUNIA PER IL MONDO
  Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR)
  Forum Permanente delle Associazioni di sostegno a distanza (ForumSad)
  CNCA
  M.A.I.S
  COSPE
  ACU-Associazione Consumatori Utenti
  Focsiv
  Rete Cibopertutti -Kumida
  COCIS - Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo
  Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus
  FORUM DEL TERZO SETTORE DEL LAZIO E RETE DELLE FATTORIE SOCIALI  
FRANCIA CCFD-Terre Solidaire
  Action contre la faim France
  Peuples Solidaires - Action Aid France
  Avocats et vétérinaires sans frontières (AVSF)
  Survie
  Collectif pour la défense des terres malgaches - TANY
  Artisans du monde - France
  Centre de Recherches et d'Appui pour les Alternatives de Developpement - Ocean Indien
  Solidarité
  FIAN France  
STATI UNITI Oakland Institute
  Institute for Agriculture and Trade Policy
  Maryknoll Office for Global Concerns
  PLANT
  The Second Chance Fd
  Global Policy Forum
  Food First
  CAGJ  
CANADA Union Paysanne
  National Farmers Union  
GIAPPONE Africa Japan Forum
  No to land grab
  GCAP Japan
  Japan International Volunteer Center (JVC)
  Mura-Machi Net", Network between Village and Town"  
UNIONE EUROPEA EuropAfrica
  Corporate Europe Observatory
  Africa Europe Faith & Justice Network  
OLANDA Transnational Institute
AUSTRIA FIAN Austria
  Arche Noa  
BELGIO Entraide et Fraternité
  Broederlijk Delen
  Pan-Africanist International
  SOS Faim
  FIAN Belgium
  CNCD-11.11.11
NORVEGIA FIAN Norway
SVEZIA FIAN Sweden
  Afrikagrupperna
SVIZZERA Fastenopfer
PORTOGALLO FEC - Fundação Fé e Cooperação
  AIDGLOBAL - Action and Integration for Global Development
  FUNDAÇÃO GONÇALO DA SILVEIRA
SPAGNA Manos Unidas
INTERNAZIONALE ActionAid International
  Greenpeace international
  FIMARC
  FIAN International
  CIDSE ACF International  

 

Note a pie’ di pagina:

1 Feed the Future, 2012: Five Questions about the New Alliance for Food Security and Nutrition,

http://feedthefuture.gov/...security-and-nutrition

2 Cameron, David, 2012: „A G8 Meeting that goes back to first principles, www.euobserver.com/opinion/118265

3 G8 New Alliance for Food Security and Nutrition, Progress Report 2013-14, http://newalliance.org/...NewAlliance_FinalC_508.pdf  

4 Oxfam 2014, For Whose Benefit? The G8 New Alliance for Food Security and Nutrition in Burkina Faso.

www.oxfam.org/en/grow/policy/whose-benefit

5 Government of Malawi, G8 New Alliance for Food Security and Nutrition: Malawi: 2014 Annual Progress Report.

6 De Schutter, Olivier, 2013: Mandate of the Special Rapporteur on the Right to Food. Mission to Malawi from 12 to 22 July

2013, End of Mission Statement. http://www.srfood.org/....Malawi_en.pdf

7 See for instance: Tanzanian Civil Society Statement on Farmer’s Rights 22 March 2013, http://www.ip-watch.org/...Tanzania-CSO-Statement-1.pdf ; see also: African Center for Biosafety, 2013, Slavishly following UPOV 1991. A critique of Mozambique’s Plant Variety Protection  Law, http://www.acbio.org.za/....459-slavishly-following-upov-1991 .

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