Giustizia, Pace, Integrità del Creato
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Celebrare la lentezza

https://labarcaeilmare.it 07.05.2026 Bruno Felice Duina* Tradotto da: Jpic-jp.org

In un mondo che corre sempre più veloce, pare controcorrente celebrare la lentezza: eppure essa rimane un grande valore. Forse è per questo che alla lentezza è stata dedicata una giornata speciale: Nata in Italia nel 200, è stata celebrata in date diverse , ma recentemente viene celebrata nel primo lunedì di maggio. Lo scopo era promuovere uno stile di vita meno frenetico e più attento alla qualità delle relazioni, del lavoro e del tempo libero.

La Giornata Mondiale della Lentezza nasce dall'idea che la velocità non sia sempre sinonimo di progresso o di felicità. Nel mondo contemporaneo siamo spesso spinti a correre: lavoro, spostamenti, comunicazioni, impegni. Gli ideatori della giornata hanno voluto ricordare che esiste anche il valore del rallentare, del dedicare tempo alle persone, alla riflessione e alla cura di sé. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione italiana L'Arte del Vivere con Lentezza, ispirata da una filosofia semplice: non fare meno cose, ma farle con maggiore consapevolezza.

Questa visione si collega ad altri movimenti nati in Italia e nel mondo, come Slow Food, creato da Carlo Petrini nel 1986. Slow Food nacque per difendere le tradizioni gastronomiche locali e contrastare la diffusione del fast food. Con il tempo il concetto di "slow" si è esteso ad altri ambiti della vita: il turismo lento, l'educazione lenta, le città lente e perfino il lavoro svolto con ritmi più umani.

Tra i simboli di questa cultura c'è anche il movimento Cittaslow, fondato nel 1999 da alcuni comuni italiani. Le città aderenti si impegnano a migliorare la qualità della vita, ridurre lo stress urbano, valorizzare l'ambiente e le tradizioni locali.

La Giornata Mondiale della Lentezza invita a compiere piccoli gesti concreti: camminare invece di correre; ascoltare una persona senza guardare il telefono; dedicare tempo alla lettura; consumare i pasti con calma; osservare la natura; concedersi momenti di silenzio e riflessione.

In fondo, il messaggio è riassunto da un paradosso: a volte, rallentando si arriva più lontano. Non perché si faccia meno strada, ma perché si vive con maggiore profondità il percorso. Come dice un proverbio africano: «Chi cammina lentamente va lontano; chi corre senza meta si stanca presto».

Bruno Felice Duina ricorda Jonathan Swift (Dublino 1667-1745) che con sottile ironia descrive le impressioni dei lillipuziani che, dopo avere perquisito Lemuel Gulliver, riferiscono al re le cose trovate, tra cui il suo orologio da taschino: «Noi supponiamo che si tratti… d’una divinità che costui adora… perché egli [Gulliver] ci ha detto… che non faceva mai nulla senza consultarla, essendo quello il suo oracolo, che segnava il tempo per ogni azione della sua vita».

Il dominio del tempo

Già nel 1726 (anno di pubblicazione dei Viaggi di Gulliver) Swift coglieva in pieno e con ampio anticipo uno dei temi che avrebbero scandito la nostra epoca: il dominio del tempo e l’orologio elevato a divinità!

Certamente il pastore anglicano irlandese non poteva immaginare gli sviluppi che la tecnica avrebbe raggiunto tanto che oggi, anziché l’orologio, dovremmo dire il cellulare: dall’orologio al cellulare ma la genesi è la stessa e il secondo è solo lo sviluppo del primo. La nuova divinità, per usare il resoconto dei lillipuziani, domina incontrastata la vita di molti uomini che non solo lo consultano prima di intraprendere ogni azione, ma non se ne staccano neppure un momento.

La principale caratteristica della nuova divinità è fornire l’immediatezza: tutto in tempo reale, sia che si tratti dell’ultima notizia, sia del post degli influencer, sia dei messaggi degli amici.

Il trascorrere del tempo è cancellato e assorbito in un vortice irrefrenabile. Tutto subito. È la grande opportunità alla base del successo di Amazon: con un click entro poche ore ricevi il prodotto desiderato direttamente a casa tua! Il consumismo stesso è fondato su una corsa continua agli acquisti ed al soddisfacimento bulimico di bisogni indotti, nella implicita convinzione che stando fermi si perda irrimediabilmente qualcosa.

C’è ancora spazio per la lentezza?

La lentezza è invece propria della riflessione, dell’approfondimento, della crescita, della speranza.

La lentezza, se non deriva ovviamente da indolenza o pigrizia, ci consente di gustare il sapore delle esperienze, di vivere in profondità gli eventi, di soffermarci ad ammirare ciò che ci circonda e guardare negli occhi le persone che amiamo. Non è un lusso o una perdita di tempo, ma è un modo di porsi che è esattamente il contrario della superficialità.

Per amare spesso dobbiamo anche sincronizzarci con i tempi degli altri, anche se non sono i nostri, pensiamo ai bambini o agli anziani, ma bisogna essere disponibili, bisogna crederci, bisogna entrare in una dimensione umana e spirituale diversa da quella imposta dal ritmo frenetico della attuale società.

Ecco allora che l’attesa non è un tempo vuoto, un nulla senza significato, ma è un percorso che gradualmente ci avvicina all’evento e nel frattempo ci trasforma.

Può esserci una preghiera frettolosa?

La preghiera richiede cura, attenzione, silenzio, abbandono. Chi prega si mette in ascolto, medita, porge lo sguardo Altrove. Domenica 3 maggio ho partecipato alla Stramilano, una festa per i viali del centro città con più di 60.000 partecipanti, tutti con la bella maglietta verde e la pettorina numerata. Ma sapete quante, ma quante persone, di ogni età, hanno effettuato il percorso sempre tenendo ben stretto in mano il cellulare!

*Bruno Felice Duina. Classe 1956, sposato, due figli; bergamasco di nascita, milanese d’adozione. Laureato in legge in Cattolica, per molti anni dirigente presso una multinazionale, ora pensionato. Autore di studi storici, sensibile ai temi che riguardano il rapporto con la modernità.

Vedi, Una giornata mondiale dedicata alla lentezza 

 

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