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Le carte del mondo mentono da 400 anni

Press-Citron 20.03.2026 Camille Coirault Tradotto da: Jpic-jp.org

Come trasformare una sfera (la Terra) in un rettangolo (una carta) senza creare disastri? Ebbene, non si può, e la Groenlandia ne approfitta da oltre 400 anni, alimentando una persistente illusione geografica.

 

La Groenlandia soffre del serio complesso della rana che vuole farsi grande come il bue. Quando la si osserva su Google Maps, sfoggia tutta la maestosità di un continente, che sembra quasi grande quanto l’intera Africa. Eppure, si tratta di una vasta supercheria geometrica che resiste dal 1569.
Con i suoi 2,1 milioni di km², l’isola è certamente la più grande del mondo (escludendo i continenti), ma in realtà è 14 volte più piccola del continente africano. Se questa “menzogna” cartografica persiste ancora oggi, è a causa (o grazie, a seconda dei punti di vista) di uno dei più grandi cartografi e geografi della storia: Gerardus Mercator. Spieghiamoci bene.

La Groenlandia: l’errore 404 della cartografia mondiale
Il responsabile di questo bug cartografico è dunque un genio fiammingo del XVI secolo che voleva semplicemente aiutare i marinai a non finire sul fondo dell’Oceano Atlantico durante le loro spedizioni. Gerardus Mercator si trovò di fronte a un serio rompicapo: come rappresentare la Terra su una superficie piana quando ha una forma (quasi) sferica? Era infatti necessario che i navigatori potessero servirsi di una carta, più pratica da utilizzare rispetto a una sfera voluminosa impossibile da posare su un tavolo di navigazione.

Per capire, immaginate di tentare di appiattire una buccia d’arancia: si strapperà. Per evitare queste lacerazioni e mantenere una chiara carta rettangolare, Mercator dovette barare. Allungò la carta orizzontalmente affinché i meridiani (che normalmente si incontrano ai poli) diventassero linee parallele.
Ma per evitare che i continenti sembrassero schiacciati, fu costretto ad applicare un allungamento verticale proporzionale. Questo si chiama proiezione conforme: preserva gli angoli e la forma delle coste, ma sacrifica completamente le superfici reali. Da allora porta il suo nome: la proiezione di Mercator.

Ma nessuna proiezione può essere perfetta, come stabilisce il notevole teorema di Gauss (Theorema egregium), che spiega come sia matematicamente impossibile rappresentare la Terra senza deformazioni. Nel caso della proiezione di Mercator, più ci si allontana dall’equatore, più il coefficiente di allungamento cresce in modo esponenziale. Al punto che, in prossimità dei poli, la distorsione tende quasi all’infinito: la Groenlandia risulta così gonfiata come sotto steroidi, mentre l’Africa, situata sull’equatore, resta alla sua dimensione reale.

Perché questo bug è diventato uno standard mondiale?
È la domanda da un milione di dollari. Perché utilizziamo ancora una carta progettata per i galeoni a vela del Rinascimento sui nostri smartphone ultra connessi? Semplicemente per comodità visiva.

La proiezione di Mercator è diventata lo standard egemonico nel XIX secolo perché rispetta la forma dei paesi; siamo stati così condizionati a vedere il mondo in questo modo. Tuttavia, esiste un’infinità di alternative. La proiezione di Gall-Peters, ad esempio, rispetta scrupolosamente le superfici (l’Africa vi appare quindi enorme), ma allunga verticalmente i continenti, conferendo loro un aspetto colante. Presenta anche numerosi difetti e la stima visiva della distanza tra due continenti risulta completamente errata.

Esiste anche la proiezione di Robinson, un compromesso utilizzato dal National Geographic, oppure Equal Earth, la nuova favorita dei geografi che vogliono decolonizzare le nostre mappe. In realtà, ne esistono centinaia di altre (non le elencheremo qui, per non trasformare questo articolo in un catalogo), ma oggi siamo ancora completamente prigionieri di quella di Mercator.

Eppure, come sottolinea Fritz Kessler, professore di geografia alla Pennsylvania State University e specialista delle proiezioni, la scelta di una carta non dovrebbe essere automatica. Non dimentichiamo che la cartografia moderna è nata da esigenze militari e che ancora oggi una carta resta uno strumento tutt’altro che neutrale. «Serve a misurare distanze? Angoli? Superfici? O a mostrare la distribuzione di dati tematici come la popolazione?», si chiede Kessler.

Ogni esigenza ha la sua proiezione.
Continuando a utilizzare quella di Mercator, accettiamo di vedere il mondo attraverso il prisma deformante di un navigatore del Rinascimento che non si preoccupava minimamente della superficie reale della Repubblica Democratica del Congo o del Brasile.

La carta perfetta non esiste, e nemmeno la tecnologia più potente al mondo può porvi rimedio. Ogni rappresentazione bidimensionale del nostro pianeta è un atto politico che privilegia un punto di vista a scapito di un altro. È impossibile appiattire una sfera senza barare con la realtà fisica: questo è il peccato originale della cartografia. Se oggi la proiezione di Mercator è criticata in alcuni ambienti, in particolare per il suo eurocentrismo, si può opporre a questo discorso che si tratta di un’accusa facile: senza Mercator, i continenti probabilmente non sarebbero mai stati collegati tra loro. Anche se la perfezione non esiste, bisogna rendere a Cesare quel che è di Mercator: la sua proiezione resta ancora oggi la più comoda e piacevole per la mente umana.
Sì, la Groenlandia è molto troppo grande sul nostro planisfero, ma almeno non è schiacciata come una crêpe o non pende come una calza bagnata.

In conclusione, sappiamo che la Groenlandia appare enormemente grande sulle carte a causa della proiezione di Mercator, che deforma le superfici. Tuttavia, questa proiezione, adottata per la sua comodità, privilegia la forma dei continenti a scapito delle loro dimensioni reali. E nonostante le alternative esistenti, la proiezione di Mercator rimane la norma nella cartografia moderna, influenzando la nostra percezione del mondo.

Vedere, Les cartes du monde mentent depuis 400 ans sur le Groenland : une illusion géographique tenace

Foto. Vedete questa piccola isola rosa a ovest dell’Africa? Questa è la superficie reale della Groenlandia. © Screenshot / thetruesize.com

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